Lo strano caso dell'etichetta di "formalismo" musicale
È curioso come Hanslick, per il quale la musica non potrebbe esprimere sentimenti, in quanto non esprimerebbe altro che sé stessa, sia equiparato nell'etichetta di "formalista" a Sostakovich, che fu accusato di "formalismo" dal regime staliniano. Nel primo caso (Hanslick), "formalista" è un'etichetta linguistica che serve a designare una concezione della musica vista come incapace esprimere sentimenti, mentre nel secondo caso (Sostakovich), "formalista" è l'etichetta che si dà proprio a una musica che esprime sentimenti (il neo-romanticismo di Sostakovich), per il fatto che si rifiuta con ciò di ridursi a mero veicolo di propaganda politica. Perciò, in un caso, formalista è l'accusa di non poter esprimere sentimenti, mentre nell'altro caso, formalista è l'accusa di esprimere sentimenti. L'unica cosa che se ne può dedurre, aldilà di ogni considerazione storica, è la completa inutilità dell'etichetta sotto il profilo...